MODA_ SARA LUBRANO

MODA_ SARA LUBRANO

Design e materia, creatività e tecnica, passione e impegno: con linee delicate e sinuose Sara Lubrano dà forma alle idee che, plasmate con la cera, diventano gioielli. Recuperando antiche lavorazioni realizza delicate creazioni di design, un’artigianalità che sceglie l’oro, l’argento, il bronzo, dando a loro una personale interpretazione di linee e spessori, di curve e colori, di intrecci e ricami, pensati per chi ama indossare un pezzo esclusivo. Ogni gioiello è unico, ogni forma è originale.

Parliamo di te, del tuo percorso, del perché hai deciso di intraprendere la carriera da creatrice di gioielli?

Sono sempre stata molto legata all’arte e a quello che rappresenta l’espressione creativa. Da bambina i gioielli mi attraevano, raccoglievo fiori e ne facevo anelli, con la pasta tostata le collane, anche se ancora non pensavo che sarebbe diventato il mio mestiere. E’ sempre stato il mio sogno nel cassetto; ricordo ancora a New York i tanti negozi in cui vendevano materiali per creare bigiotteria: rimasi talmente affascinata che quando tornai incominciai a realizzare alcuni pezzi richiestissimi e apprezzati dalle mie amiche e infine acquistati anche dai negozi. Contemporaneamente studiavo economia, anche se mi rendevo conto che fare gioielli era quello che mi rendeva felice. Un problema al polso mi fece pensare che quello della gioielleria non fosse il mio destino, scegliendo di proseguire gli studi con una specialistica in economia; ma una volta guarita, la mia passione era così radicata che decisi di andare a Roma in un’accademia di creazione del gioiello. Era strutturata in diversi moduli, quello che mi affascinò e dove mi sono specializzata è quello della cera persa.

In che cosa consiste?

É la tecnica che utilizzo per fare qualunque cosa, una tecnica antichissima con cui sono stati fatti i bronzi di Riace e le antiche statue; richiama un sapore antico, una sensazione che proviene dal passato ma tradotta in chiave moderna. La creazione del gioiello parte dalla cera, che troviamo sotto forma di fili o lastre da scolpire e limare a seconda della realizzazione; una volta creato questo gioiello, tutte queste cere  (perché si fanno più cere) vengono montate alle estremità dei rami di un albero di cera, e successivamente chiusi in un cilindro di acciaio, dove viene versato del gesso, e una volta surriscaldato la cera sciogliendosi cade giù dal fulcro dell’albero: ecco perchè viene chiamata cera persa. Successivamente la colata di metallo liquido va a colmare i vuoti; una volta raffreddato il tutto, si toglie il cilindro e si pota l’albero, il risultato va poi rifinito tramite la limatura e la saldatura. Questo processo è più lungo rispetto alla classica gioielleria. Il pregio di questa lavorazione è che, essendo molto malleabile, consente di fare delle tipologie di lavorazione che con il metallo non potresti fare: una delle mie lavorazioni principali è quella ad uncinetto, con cui si creano dei ricami che diversamente non si potrebbero ottenere.

Dove sono nate le tue prime collaborazioni, e come hai deciso in seguito di metterti in proprio dando vita al tuo marchio?

Ho iniziato a lavorare in qualche gioielleria quando ancora facevo l’accademia, inserendomi in questo settore; quando mi commissionavano un lavoro mi lasciavano esprimere liberamente, senza vincoli, non mi chiedevano solo manodopera ma creatività. Così, sotto consiglio di mio padre, iniziai a fare gioielli che portassero la mia firma e due anni fa ho aperto il mio negozio all’interno di un palazzo storico di Napoli, sviluppato sotto una corte splendida dove vengono organizzati anche molte serate ed eventi. Mi commissionano gioielli personalizzati, scrivendo dediche a rilievo; oppure mi richiedono di seguire lo stesso motivo di un abito, utilizzando pietre dello stesso colore o smaltandole nel caso fossero colori molto particolari.

Le gioiellerie cercano di venderti quello che hanno in esposizione senza pensare che la personalizzazione ha un’assoluta rilevanza. La tua scelta è quella di farne la priorità nelle tue creazioni: ci sono canoni a cui bisogna attenersi affinché ci si adatti perfettamente alla fisionomia della persona?

Un gioiello è come un abito, deve stare bene indossato ed è in base alla fisionomia che viene scelta una determinata forma e un determinato tipo di metallo o pietra. Ci sono dei canoni che possono aiutare la scelta. Ad esempio, se consideriamo gli orecchini, per chi ha un taglio carré non dovrebbero essere più lunghi del taglio di capelli; chi ha un volto rotondo o la mascella sporgente dovrebbe evitare orecchini a cerchio, ma prediligere forme allungate, in modo da sfilarlo. Al contrario, chi ha un viso allungato non deve scegliere pendenti che tendono al verticale, perché non ne valorizzano i tratti, ma forme rotonde che coprano uno zigomo non troppo presente: è tutta una questione di spazi che vanno riempiti o svuotati per dare armonia ai tratti. Una forma che personalmente amo tantissimo è quella a goccia, perché ben si adatta a tutte le tipologie di viso; un altro aspetto che amo curare è la parte del lobo, dove a volte, specie se troppo magro, utilizzare un gancio alla pompeiana, la famosa monachella, non è molto elegante, perché tendendo a far allungare il foro lo rendono antiestetico. Preferisco il bottone, che richiamando la forma circolare e coprendo la zona di aggancio, raffina molto la creazione.

Immagino che anche nella scelta dei materiali e delle pietre ci siano delle linee guida che possano definire delle direttive.

Anche i colori sono molto importanti; la bruna dalla tonalità calda e le sfumature rossicce o bionde dovrebbe indossare dell’oro giallo o rosa; mentre per la bruna dai toni freddi, quale un nero intenso, stacca meglio un oro bianco; un oro giallo su un biondo ha poco risalto, meglio quindi optare per un oro rosa, bianco o per una radiatura scura, che risulta un grigio canna di fucile. Se vogliamo prendere come riferimento le pietre, l’ametista e il granato per la bruna calda richiamano i colori caldi; la primite, che è una pietra verde mela naturale molto bella, o un topazio azzurro, sono adatti alla tonalità fredda. Gli accessori devono inoltre essere abbinati alla tipologia di vestiario, la collana ad esempio con il tipo di scollatura: se il tubino è dritto va un girocollo, se a punta la collana pendente.

Volevo dare uno sguardo anche alla capillarità sul territorio: dove si possono trovare le tue creazioni?

A livello italiano le mie realizzazioni si trovano in diverse gioiellerie e in particolare in Emilia Romagna da F. Veronesi & Figli in Piazza Maggiore a Bologna sotto il portico del Pavaglione, all’altezza dei gradini del sagrato della Basilica di San Petronio. Curo personalmente i retail e questo mi piace anche perché adoro viaggiare, lo trovo stimolante soprattutto dal punto di vista creativo; quando viaggio mi ispiro tanto a quello che vedo e a quello che mangio. Molte linee sono proprio di ispirazione culinaria, mi piace tutto quello che nasce in natura. Una collezione a cui sono particolarmente legata è nata da un melograno su cui ho costruito un’intera linea.

Quali e quante sono le linee presenti nelle tue collezioni?

Tante linee diverse per rispondere ad ogni esigenza e per avere gioielli adatti ad ogni personalità e occasione: da anelli classici e preziosi ad orecchini particolari e alla moda. Il tutto completato, come dicevo, dalla possibilità di realizzare gioielli personalizzati. Dalla linea del logo (Linea Logo) che riprende e reinterpreta un antico gancio pompeiano, il classico gancio utilizzato per gli orecchini. Le linee del logo sono morbide e aperte e per questo si prestano alla realizzazione di una varietà di gioielli diversi: dalle semplici fedine, a monili più particolari arricchiti da pietre preziose. Il logo è riprodotto in forme più classiche, con fili di cera più spessi e in lavorazioni con fili più sottili che riproducono ricami in pizzo per stare al passo con la moda. Un’altra linea stupenda, a cui ho già accennato, è la Linea Melograno: il melograno è simbolo di fecondità per la sua forma tondeggiante e per i molti semi che contiene. Il gioiello realizzato in cera, prima della fusione, è dello stesso rosso vivo dei chicchi di questo frutto e mi è piaciuta l’idea di simulare i semini che dopo la fusione sarebbero diventati gocce d’argento, per riprodurre l’abbondanza del frutto in un ricco gioco di luce riflessa. La Linea Uncinetto, dove il mio stile riprende forme classiche per reinterpretarle con un design più attuale. Così, grazie alla grande malleabilità della cera, ho potuto fare di un ricamo di tessuto un intreccio di fili d’oro. Una linea moderna e colorata è la Linea Pitone, realizzata con metalli arricchiti da pelli di pitone, per un look più particolare e ricercato da abbinare agli accessori di tendenza. Spesso i gioielli di valore sono fatti in maniera statica, che poco si adatta alla dinamicità attuale. Così nasce la Linea Intercambiabile, perché è bello poter indossare un gioiello che sia al contempo importante e versatile, dove il pendente di un orecchino possa diventare ciondolo di una collana in base al gusto, e dove poter cambiare il colore delle pietre in base alle esigenze di chi lo indossa.

_Giorgia Tisselli